Gli americani si ribellano: non siamo puritani, stuprare è un reato

Non è che noi siamo puritani, è che stuprare è un reato. Gli americani si ribellano alla versione europea del caso Strauss-Kahn, secondo la quale “certe cose capitano soltanto in America”. Cose orrende peraltro, stando alla versione di Bernard-Henri Lévy, l’intellettuale francese che tuona in difesa del suo amico direttore del Fmi. Leggi Perp walk, la gogna anglosassone di Lanfranco Pace - Leggi La donna che rinchiuse DSK - Leggi Imbarazzi, omertà e garantismo per gli amici. Come si passa a Parigi dal marivaudage alla tragedia
11 AGO 20
Immagine di Gli americani si ribellano: non siamo puritani, stuprare è un reato
Heather Horn cita anche alcuni articoli pubblicati su quotidiani italiani, ma è un resoconto del Nouvel Observateur che stuzzica la sua vena polemica (lei preannuncia che la sezione è in continuo aggiornamento). Nell’articolo di Philippe Boulet-Gercourt c’è scritto: “L’America non avrà neanche il più piccolo atomo di simpatia per un uomo così potente accusato di aggressione e di tentato stupro”. L’idea che un “Frenchie” possa cercare di evitare la giustizia americana e tornare a casa “farà irritare l’America” e anzi farà riemergere gli antichi cliché secondo cui i francesi sono tutti “codardi e depravati”. E per finire Strauss-Kahn sarà, se gli va bene, definito “sex addicted” come “è capitato a Tiger Woods”, e potrà finire in prigione. Boulet-Gercourt cita anche il caso Lewinsky e il sesso orale con Bill Clinton. “Apparentemente un’accusa di stupro finisce per far sembrare gli americani dei ‘puritani’”, commenta la giornalista americana. C’è una grande differenza tra il caso Tiger Woods (preso a ferrate dalla moglie quando ha scoperto gli sms pornografici che il marito riceveva da una decina di donne almeno), il caso Lewinsky (stagista ambiziosa con madre pronta a tutto, come dimostra il famigerato vestito mai lavato per incastrare il presidente) e il caso DSK: è il consenso delle donne. Un maschio fedifrago e bastardissimo (l’elenco comprende da ieri l’ex governatore della California Arnold Schwarzenegger, lasciato dalla moglie dopo 25 anni, che ha confessato d’aver avuto un figlio con un’ex cameriera che lavorava in casa) è diverso da un maschio che tenta di stuprare una donna.

Il trattamento del caso Strauss-Kahn è ormai diventato l’esempio di uno scontro di civiltà (“cultural divide”, scrive la Horn). Il Figaro definisce la prigione in cui è stato mandato DSK “pericolosa e rumorosa”, gli avvocati di DSK minacciano di denunciare tutti i giornali che hanno pubblicato le immagini con l’imputato in manette. Gli americani puritani non sanno cos’è il garantismo, DSK non può essere dato in pasto ai cani (e pensare che sui giornali americani, eccezion fatta per i tabloid, non ci sono racconti pruriginosi né documenti filtrati dalla procura: è il processo in tribunale, non mediatico, alla maniera americana).